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Analisi, Pianificazione, Comunicazione integrata

Il Marketing: una disciplina che aiuta le PMI ad adeguarsi al cambiamento e, nell’epoca di Internet e del Web 2.0, la piccola dimensione aziendale non diventa assolutamente un limite ad una corretta applicazione di strategie di marketing
Analisi, Pianificazione, Comunicazione integrata

La PMI è una componente rilevante, estesa, durevole ed ormai consolidata dell’economia italiana, essa costituisce un genere a se stante, caratterizzato da valori, comportamenti e meccanismi di funzionamento del tutto tipici e singolari.

E’ applicabile il marketing alle PMI?

E’ indubbio che possano esserci delle condizioni che appaiono come limiti all’applicazione del marketing nelle PMI, come le limitate risorse finanziarie, il fatto che tutte le attività tendono a ruotare attorno alla figura dell’imprenditore, la mancata condivisione di informazioni e conoscenza ed, infine, una diffidenza di fondo nell’adottare un sistema formale di marketing

All’interno di questo workshop si evidenzierà, invece come il Marketing sia una disciplina che aiuta le PMI ad adeguarsi al cambiamento e come, nell’epoca di Internet e del Web 2.0, anche la piccola dimensione aziendale e le limitate risorse economiche non siano assolutamente un limite all’applicazione corretta di una strategia ed una pianificazione di marketing.

Giulio Cesare, tornando dalla Gallia e dovendo documentare al Senato cosa aveva combinato, disse: “Veni, Vidi, Vici”, cioè “mi sono recato sul luogo, ho visto l’ambiente e ho conquistato il mercato”.

Per Taylor, la qualità era una caratteristica tipica dei prodotti ed era qualcosa di oggettivo e sicuro.

Il pensiero manageriale moderno, invece pone la qualità come un livello di soddisfazione dei clienti. Vengono identificate più tipi di qualità: progettata, fornita, percepita e attesa. Mentre le prime tre qualità sono delle qualità definite dall’azienda, l’ultima qualità (attesa) è definita dal cliente.

La qualità attesa può anche cambiare con il cliente, per cui si creano tutta una serie di dislivelli che potremmo chiamare un gap di soddisfazione (ciò che diamo e ciò che il cliente vorrebbe avere), un gap di percezione (ciò che diamo e ciò che in quel momento il cliente crede di avere), un gap di conoscenza (ciò che io progetto e ciò che il cliente si attende).

Nel definire il gap di conoscenza (capire esattamente cosa il cliente vuole), capire il gap di soddisfazione (capire la differenza fra ciò che viene dato e ciò che si vuole) e capire il gap di comunicazione (ciò che noi diamo rispetto a ciò che viene percepito) sono tre problematiche tipicamente di marketing, e sono tre dislivelli che la cultura di marketing individua, focalizza e pone come problema costante dei manager, che in azienda intendono gestire in maniera marketing oriented la propria organizzazione.

Questi sono gap che richiedono un’analisi del mercato e questa è una delle funzioni del marketing.

La cultura di marketing ci aiuta a dare delle risposte non banali a interrogativi, quali, ad esempio, chi è veramente il nostro cliente, cosa è più importante per lui, che aspettative ha il cliente, perché acquista dalla nostra azienda (spesso il fatto che un cliente acquisti dalla nostra azienda lo riteniamo un fatto certo e tranquillo), come stimolare i suoi consigli e i suoi suggerimenti (perché acquista i prodotti della concorrenza).

Il marketing ci dice che lo studio della realtà del mercato diventa un fattore di successo essenziale per il nostro business e per la nostra azienda, e questo significa anche che deve cambiare il modo di vendere.

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